Istituto Sperimentale per la Floricoltura di Sanremo

Cenni Storici

LE ORIGINI

 Mario Calvino in una serra della Stazione sperimentale


Il 25 Gennaio 1925 con Regio Decreto n. 129 nasce in Italia il primo Ente che si occupa esclusivamente di floricoltura e prende il nome di Stazione Sperimentale per la Floricoltura “Orazio Raimondo” dal nome di un emerito cittadino di Sanremo, Sindaco e famoso avvocato penalista (processo Contessa Tiepolo a Venezia) che in morte aveva legato la sua proprietà al futuro ente che si sarebbe occupato dello sviluppo della floricoltura: erano agli albori della floricoltura industriale.
Con i suoi 5 mila metri quadrati il lascito costituì il nucleo centrale dell’azienda, a cui si aggiunsero subito altri 7 mila metri acquistati dai proprietari vicini. Negli anni ‘50 furono acquistati altri 8 mila metri e negli anni ‘90 altri 9 mila metri raggiungendo l’attuale superficie di circa 3 ettari.
Nel 1953 la Stazione si dota anche di una sede con la donazione da parte dell’Amministrazione Aiuti Internazionali della “Villa Bel Respiro” con il giardino adiacente. Negli anni precedenti la Sede era nella “Villa Meridiana”, la residenza del prof. Mario Calvino, con 300 metri di giardino adibito alla ricerca.
 
 

 Mario Calvino

MARIO CALVINO
Mario Calvino nasce a Sanremo il 26 Marzo 1875, si laurea a Pisa in Scienze Agrarie nel 1899 diventando più tardi libero docente della stessa disciplina. Nel 1901 è nominato Direttore della Cattedra ambulante di Porto Maurizio, Imperia, Olivicola e Orticola.
Nel 1909 si reca in Messico e in altre zone del Centro America per svolgere attività di ricerca e sviluppo delle agricolture locali insieme a Eva Mameli, una studiosa di botanica, valida e insostituibile collaboratrice, che diventerà sua moglie.
Nel 1917 sono entrambi a Cuba, a Santiago de las Vegas dove svolgono la loro attività di ricerca agronomica presso la locale Stazione Sperimentale.
In seguito si trasferiscono nel sud-est dell’isola, quando Calvino riceve l’incarico di fondare una stazione sperimentale per lo studio della canna da zucchero da parte di una ditta locale.
Molteplici sono i loro studi nel campo fisico e biologico ma mai disgiunti dall’applicazione pratica: Mario Calvino era convinto, infatti, che il miglioramento delle attività agricole avrebbe contribuito notevolmente al progredire delle condizioni sociali ed umane dei popoli.
I suoi numerosi viaggi all’estero gli permettono intanto di perseguire un’attenta opera di ricerca di piante adatte ad essere impiantate nel particolare clima di Sanremo, i cui semi vengono selezionati e spediti con regolarità alla 
Stazione “Orazio Raimondo”.

 Al centro Mario Calvino. In basso a sinistra Eva Mameli Calvino
I primi semi di Persea drimifolia e di Casamiroa edulis, vengono inviati dal Messico nel 1909. Nel 1910 vengono piantati a Sanremo i primi esemplari di “Grapefruit” sempre inviati da Calvino dalla Florida. Nel 1938 esce una pubblicazione sulle varie specie e sulla coltivazione dell’Avocado e al Congresso Internazionale di Berlino presenta una relazione sulla diffusione a Sanremo di frutti tropicali e subtropicali.
Dopo il suo rientro in Italia nel 1925 come Direttore della Stazione Sperimentale di Floricoltura “Orazio Raimondo” sviluppa la coltivazione della Sterlitzia reginae.
Quanto detto mostra come Calvino sia stato un grande divulgatore della floricoltura, egli aveva intravisto lo sviluppo che avrebbe assunto la coltivazione dei fiori, ma soprattutto, grazie ai suoi contatti, Calvino compie una grande opera di introduzione di germoplasma subtropicale, anche australiano. Emerge così la sua grande opera di promotore dell’evoluzione genetica floricola: fu infatti il primo ad inculcare ufficialmente ai coltivatori la convenienza di occuparsi di ibridazione e selezione.
Nell’Aprile 1926 sulla rivista “Costa azzurra” Calvino scriveva:
unica nel mondo è la nostra Riviera con le sue ricchissime coltivazioni, il suo sistema di irrigazione, i suoi terrazzi, l’intensità della sua agricoltura speciale, basato sulla piccola proprietà e su specie e varietà di piante poco comuni, tanto che appena mezzo metro quadrato di terreno sostenuto da un muro alto tre metri ed esposto bene al sole, un luogo riparato dai venti del nord, si è arrivati ad ottenere, coltivando una pianta di Strelitzia Reginae Banrs, 400 lire di fiori in un solo inverno”.
 

 Il busto di Mario Calvino
all'entrata della Villa sede
dell'Unità di ricerca

Fra le principali specie introdotte meritano di essere ricordate: Hedychium coronarium (India 1926), Dahlia Maxoni (Guatemala 1926), Photinia arbutifolia (California 1927), Anigozanthos Manglesi (Australia 1939).
Nel 1934 vi è notizia dell’introduzione del Chaemelaucium uncinatum e varie piante ornamentali come Oreopanax capitata, Trevesia palmata, Ficus sp, Sanseviera, piante da foraggio, da alcool e così via.
Tra i fondatori della Stazione Sperimentale per la Floricoltura “Orazio Raimondo”, Calvino ne rimane Direttore fino al 1950 quando è costretto a lasciare per raggiunti limiti di età; muore poco dopo, il 25 Ottobre 1951.
Il Prof. Alberto Pirovano ricordava così Mario Calvino “C’era tra noi una comunanza di sentimenti: il fascino dell’ignoto, della via vergine, delle realizzazioni peregrine o difficili da conseguire. Vi è analogia fra lo spirito dell’esploratore che incede tra mille difficoltà alla scoperta di una terra, di una flora o di una fauna e lo sperimentatore che s’accinge a nuovi cimenti con metodologia necessariamente improvvisata, imperfetta, ma sua. Ed è da questa affinità di sentimenti che nasceva fra me ed il caro scomparso una reciproca stima e una salda fiducia attestata da fatti
”.
 
GLI ALTRI DIRETTORI
Dal 1950 al 1959 succede alla Direzione della Stazione la moglie di Mario Calvin Eva Mameli Calvino, laureata in Scienze Naturali all’Università di Pavia. Numerosi sono i suoi studi sulla biologia fiorale (Persea, Acacia, Gladiolo) sui pollini (rosa, olivo, graminacee, urticacee) e studi sulla colchicina e sugli isotopi radioattivi.
Dal 1959 al 1979 succede alla guida della Stazione il prof. Giuliano Puccini laureato in Scienze Agrarie all’Università di Pisa. Egli si dedica soprattutto allo studio agronomico delle principali piante da fiore reciso coltivate, mette a punto i metodi di coltivazione e di concimazione (Gerbera, Nerine, Anemone, Ranuncolo, Garofano, Rosa, Sterlitzia, Tuberosa, Calla, ecc.).
Durante la sua direzione fu emanata la nuova riforma della Ricerca e con il D.P.R. n. 1318del 23 Novembre 1967 viene istituito il nuovo Istituto Sperimentale per la Floricoltura, organo di ricerca del Ministero per le Politiche Agricole (MiPAF), con Sede in Sanremo e diviso in quattro Sezioni disciplinari centrali più due Sezioni periferiche: una a Pescia e una a Palermo. Nel 1984 la Sezione Operativa Periferica di Pescia acquista un terreno (circa 2 ettari) nella zona del Mercato dei fiori, e negli anni successivi viene costruita la sede (1988). La Sezione Operativa Periferica di Palermo ha sempre operato in terreni in affitto in varie zone del palermitano, avendo avuto la Sede nel centro di Palermo. A partire dal 2000 viene realizzata una nuova struttura (sempre in affitto) a Bagheria, dove si stabilisce la Sede con i suoi uffici e laboratori e l’Azienda, in un terreno adiacente di circa 2 ettari adibito a serre e a pien’aria.
Dal 1979 al maggio 2004 il Direttore è stato il dott. Luigi Volpi (in pensione). Da Giugno 2004 a ottobre 2004 il Ministero ha incaricato della direzione il Dr. Antonio Grassotti (in pensione). Con l'effettiva entrata in vigore del nuovo Ente C.R.A., la direzione è stata affidata a partire da novembre 2004, al Dr. Tito Schiva (in pensione)che ha ricoperto tale carica sino al termine del 2007. A partire da tale data il successore è stato il Dr. Carlo Pasini (in pensione)che ha diretto l'istituto sino al termine del 2011. Dal gennaio 2012 a febbraio 2014 l'istituto è stato diretto dal Dr. Andrea Allavaena (tutt'ora in attività). Dal febbraio 2014 il Direttore Incaricato è la Dr.ssa Barbara Ruffoni.

L'ATTIVITA' DELL'ISTITUTO
L’attività dell’Istituto ha avuto tre fasi distinte: una prima fase pionieristica (1925–1960) durante la quale l’attività preminente fu quella di introduzione di specie e varietà nuove, specialmente delle zone subtropicali e tropicali, con l’intento di acclimatare piante da fiore non ancora note o poco note, per un apporto allo sviluppo della floricoltura italiana. Contemporaneamente l’applicazione del miglioramento genetico su garofano e rosa portò alla costituzione delle prime varietà che venivano cedute ai floricoltori per la coltivazione.
In questa prima fase un doveroso riconoscimento va al lavoro svolto dal Perito agrario Stefano Bensa, che oltre ad effettuare e verificare i risultati degli incroci, si occupava di seguire le nuove cultivar presso i vari floricoltori, dando gli opportuni consigli di coltivazione.
Stefano Bensa era un valente agrotecnico diplomato alla Regia Scuola Agraria Media di Firenze, specializzata in Pomologia, Orticoltura e Giardinaggio, che iniziò la sua carriera come borsista del Ministero dell’Economia Nazionale il 1 luglio 1927 presso la Stazione “Orazio Raimondo”. Egli divenne così il primo tecnico di cui si avvalse il prof. Mario Calvino nel suo lavoro :” Il giovane Bensa ci è di grande aiuto e collabora con me nei lavori tecnici della Stazione”.
Bensa fu autore di numerose pubblicazioni scientifiche e divulgative come il manuale “Floricoltura Industriale” (1966), testo ancora oggi adottato negli Istituti Tecnici.
Presso la Stazione venne istituita anche una vera e propria scuola di floricoltura e giardinaggio, itinerante per le campagne, e con lo scopo di sviluppare l’ibridazione e la selezione delle nuove cultivar.
Ben presto l’azione promotrice ebbe i suoi frutti, Sanremo divenne il paese esportatore di fiori per eccellenza, legato alle novità del germoplasma; merito dei principali ibridatori locali come Aicardi, Mansuino, Moro, Brea, Nobbio.
Dopo aver promosso lo sviluppo della floricoltura industriale nella Riviera di Ponente e la formazione di un gruppo di validi ibridatori privati, nella seconda fase (1960-1980) l’Istituto si occupò soprattutto di mettere a punto le tecniche di coltivazione delle principali colture da fiore reciso, studiando le epoche di piantagioni, le tecniche di cimatura e di potatura, il fotoperiodo, le avversità principali e le concimazioni.
Vennero fatti studi sugli asporti nutritivi delle principali specie coltivate e fissati i rapporti nutritivi necessari durante le varie fasi di coltivazione, concetti che ancora oggi vengono presi come base per le nuove tecniche di fertilizzazione.

Dal 1980 ad oggi (terza fase) l’attività di ricerca diventa sempre più accurata, mirata non solo a verificare il risultato, ma soprattutto a conoscerne le motivazioni che lo hanno indotto.
Da un’attività genericamente di campagna si è passati ad un’attività principalmente di laboratorio.


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